Aggiornata voce “Interesse e vantaggio“: In una recentissima sentenza, la Suprema Corte (Cass. Pen., Sez. II, 9 gennaio 2018, n. 295) è intervenuta nuovamente sui criteri di imputazione della responsabilità degli enti chiarendo che la nozione di “interesse” non ha natura esclusivamente soggettiva.
La Corte, atteso che, la legge non richiede espressamente che l’autore del reato debba perseguire l’interesse dell’ente né che sia consapevole “di realizzare tale interesse attraverso la propria condotta”, ha chiarito che, ai fini della responsabilità dell’ente, sia sufficiente che la condotta dell’autore del reato “tenda oggettivamente e concretamente a realizzare nella prospettiva del soggetto collettivo, anche l’interesse del medesimo”. Alla luce di tali considerazioni, ha altresì specificato che tra le possibili condotte dell’agente poste in essere nell’interesse dell’ente rientrino “tutte quelle condotte che trovano una spiegazione ed una causa nella vita societaria”.